Procida: Lettera aperta del Sindaco ai marittimi
mercoledì, 1 febbraio 2012
“La vostra forzata assenza dalla nostra isola, ha determinato tutta una serie di azioni, reazioni, movimenti ed altro ed io, stasera, vorrei descrivere sinteticamente come ho vissuto la vostra lontananza”. Così il primo cittadino dell’isola di Procida, Vincenzo Capezzuto, ha aperto il suo intervento nella serata della festa, ripercorrendo i momenti salienti della storia che ha visto protagonisti Giuseppe, Crescenzo, Vincenzo ed Odoaldo, i quattro marittimi procidani imbarcati sulla “Savina Caylyn” e “Rosalia D’Amato” rimasti prigionieri nelle mani dei pirati somali per buona parte del 2011.
“Ero sull’aliscafo – ha continuato il Sindaco – quando, di ritorno da Napoli, sono stato raggiunto sul telefonino da un amico che mi informava del sequestro della “Savina Caylyn” e che tra l’equipaggio forse c’erano marittimi italiani e, in particolare, procidani. Non vi nascondo l’incredulità ed il senso di impotenza che per un attimo mi ha attraversato, attimo interrotto da una successiva telefonata dove, una voce di un giornalista mi preannunciava una intervista sui primi momenti della vicenda.
Di lì è iniziato una vicenda unica dove nessuno, prima di allora, né l’esperienza politica, né la buona amministrazione ti avrebbe potuto aiutare.
Contemporaneamente – ha sottolineato il Sindaco – come magicamente solo in questa isola accade, le donne a cui da sempre è stata affidata, nel periodo delle vostre assenze, la responsabilità e la cura delle famiglia, sono balzate alla testa di un movimento popolare “LIBERI SUBITO”. Il Comune è diventato, di fatto, la casa del popolo, le strade si sono illuminate dalle fiaccole di una comunità che unita aveva deciso di non stare a guardare: il mare si è tinto dei colori delle nostre barche, i giovani hanno simbolicamente occupato navi e aliscafi, i gruppi musicali si sono uniti in un unico concerto, alle quattro del mattino sono partiti per raggiungere la città del Governo nazionale. Mai, come in quel momento mi sono sentito il Sindaco di tutti.
Poi, Finalmente Liberi! E tu Comandante Lubrano, in rappresentanza di tutti loro, al tuo arrivo, nonostante la prigionia, nonostante le torture, sei riuscito ad esprimere sentimenti di ringraziamenti di ringraziamento verso la Patria, hai manifestato la tua soddisfazione per aver salvato l’equipaggio e, tutti insieme, avete manifestato parole di infinito amore verso le vostre famiglie.
Questa comunità – ha concluso il Sindaco Vincenzo Capezzuto – ha dimostrato di voler difendere le proprie radici culturali e ogni volta che il caso lo richiederà troverà l’unità per difendere i propri valori.”
2 commenti a “Procida: Lettera aperta del Sindaco ai marittimi”
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Strumentalizzare…
un avvenimento cosi importante,come il sequestro dei marittimi,non mi sembra una bella cosa.Che sia tutto successo come orchestrato da un disegno superiore ( comunale),mi sembra molto approssimativo.
Io penso invece che è stata solo la reazione istintiva, civile,di una parte della popolazione,specialmente nella parte piu attiva del comitato ” LiberiSubito”, il filo conduttore di tutti gli avvenimenti che si sono succeduti
MA CHE BELLE PAROLE……direbbe il Sig. Rispoli dall’alto del suo Tappeto!
Invece mio nonno (grande uomo) diceva : e chiacchiere vanno o vient….i maccarun jegnen a panz!
Alla fine l’importante è che sia finita nel migliore dei modi come retorica insegna.
Non può esserci, sia sull’isola che fuori, una persona che non abbia gioito al rilascio dei marittimi sequestrati.
LASCIAMO PERDERE:
se qualcuno ha “partecipato” a questa “lotta” solo cercando di trarne benefici di qualsiasi genere e non impegnando un solo minuto del proprio tempo (figuriamoci denaro)
se qualcuno ha partecipato per divertimento cercando di impegnare il tempo contro la monotonia dell’isola
se qualcuno ha partecipato solo per pura mania di protagonismo e che sta aspettando un nuovo evento
se qualcuno ha partecipato fregandosene totalmente della vicenda e facendosi scivolare addosso il susseguirsi degli avvenimenti essendo impegnato con il culo su una sedia davanti a una scrivania ,invitando gli altri a fare beneficenza, aspettando che arrivasse ..la fine del mese
se qualcuno ha partecipato criticando qualsiasi forma di iniziativa
perché c’è stato pure:
UNO che in questa LOTTA ci ha creduto fin dall’inizio ( molto prima della piccola assemblea in p.zza Marina Grande) e fino alla fine, con iniziative singole personali, coinvolgendo ( sfondando una porta aperta), amici del BLOG e sindaci di BLOG , e che facendosi carico di spese, tempo e impegno sottratti alla propria vita quotidiana pur molto impegnata non si è fermato un momento
CENTO che in questa lotta ci hanno creduto veramente , con il cuore, sicuri di riuscire ad ottenere risultati e che hanno sentito veramente che era necessario fare qualcosa, talvolta con impegno personale e talvolta, non avendo tempo a disposizione, con aiuti economici
MILLE che hanno partecipato in quanto fieri di essere PROCIDANI sentendo come figli, fratelli e amici veri, figli di una stessa terra , questi “ragazzi” sequestrati
DIECIMILA CHE HANNO SEGUITO QUOTIDIANAMENTE LE NOTIZIE PROVENIENTI DALLA SOMALIA CON SPERANZA E APPRENSIONE
Morale.
In questa storia di vita Procidana c’è stato:
chi ha sofferto tanto ma è felice e ringrazia
chi ci ha creduto con forza e tenacia unica, impegnando personalmente sforzi economici e intellettuali e deve essere soddisfatto per aver raggiunto lo scopo
chi ci ha messo il cuore, e sono tanti, e meno male che esistono
chi pur non avendo impegnato nulla di nulla , al di fuori dello “strumento bello ” ne trae o cerca di trarne vantaggi
e infine chi avendoci creduto agli inizi (a detta di amici) ha cercato di dare tutto il possibile:
CON IL CUORE volontariamente e con soddisfazione ;
ED ECONOMICAMENTE, anche se in maniera non volontaria e carica di delusione
ma sicuramente contento e…..lo rifarebbe dinuovo. (lo ha detto a me)
E’ fatto così. Lui segue l’istinto non le lezioni di vita.
Certe cose non le imparerà mai!
Gianni