Procida: Nuovo grido d’aiuto dalla “Savina Caylyn”.
venerdì, 10 giugno 2011
“I pirati sono convinti che ci sono delle scorte di gasolio nascoste sulla nave. Non è vero. Ma se non dico dove sono, mi torturano”. E’ la voce rotta da malcelati singhiozzi di Antonio Verrecchia, direttore di macchina della “Savina Caylyn”. La nave della società napoletana Fratelli D’Amato è stata sequestrata al largo della Somalia centoventuno giorni fa, ma alla fine di oltre quattro mesi di prigionia la situazione sembra precipitare e lo stato d’animo dell’equipaggio stagna nella disperazione. «Una disperazione rassegnata — corregge il comandante Giuseppe Lubrano Lavadera — perché oramai ci siamo rassegnati alla nostra sorte, anche se abbiamo paura di morire e questo pensiero ci assilla, ci distrugge l’animo e la mente ogni attimo della giornata».
Eppure ci provano ancora una volta a chiedere aiuto, a lanciare un appello a fronte del silenzio sulle trattative per il loro rilascio o per il pagamento del riscatto il cui ultimatum è scaduto da tempo. …”Questo un brano dell’articolo: “Aiutateci, i pirati vogliono torturarci” di IRENE DE ARCANGELIS tratto da “Repubblica” di questa mattina 10 giugno.
Erano giorni che una coltre di silenzio era ritornata ad avvolgere la sorte della “Safina Caylyn” e dei 22 marittimi, di cui due procidani, Giuseppe Lubrano Lavadera ed Enzo Guardascione, tenuti in ostaggio dai pirati somali dall’8 febbraio scorso, cosa che in molti dava la sensazione e rafforzava la speranza che la trattativa era oramai avviata ed in dirittura finale.
L’ultimo grido di aiuto, invece, fa aumentare ancora una volta la preoccupazione e l’angoscia.
Leggi LA SCHEDA Da 121 giorni in Somalia chiesti 16 milioni di dollari
1 commento a “Procida: Nuovo grido d’aiuto dalla “Savina Caylyn”.”
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Ma che grande Ministero degli Esteri, che abbiamo…Che grandi uomini ci sono a Roma…C’e’ un “rispetto” politico internazionale del nostro Governo che quansi non ha precedenti nel mondo. Provate a laggervi l’Economist di questa settimana: pazzesco! Ed io che vivo spesso all’estero, e guarda caso per lavorare a mare, vedo il silenzio inspiegabile sui nostri marittimi sequestrati, vedo Battisti libero in Brasile, con molti giornali locali che si prendono gioco di noi TUTTI (non solo di chi sta a Roma..). Sono molto incazzato. Abbiamo il Parlamento ed il governo piu’ caro d’Europa, ci costa un occhio della testa, e quei poveracci fanno la fame lagiu’ in Somalia, dove tutti sanno dove e come stanno, ma non si fa un cacchio. Che schifo!