Procida: il porto turistico di Marina Grande deve dare profitti.
sabato, 5 giugno 2010
Giovedì 3 Giugno scorso il gruppo “Insieme per Procida” ha tenuto un pubblico incontro in merito alla gestione del porto turistico di Marina Grande. Nel corso del dibattito è stata ribadita la proposta di far acquisire al Comune di Procida il controllo della società pubblica “Isola di Procida Navigando” tramite l’acquisto del 2% delle quote azionarie. Tale proposta, già deliberata all’unanimità dal Consiglio Comunale negli anni scorsi, non aveva trovato la disponibilità della vecchia Giunta Regionale Campana. Oggi, con i nuovi assetti politici, bisogna cogliere l’occasione per avanzarla nuovamente al fine di consentire al Comune di Procida la gestione diretta della società, con l’obiettivo di farla fruttare adeguatamente e trovare introiti per le casse pubbliche dissestate.
Non bisogna dimenticare che nel corso degli anni i procidani hanno pagato di tasca propria gli investimenti per la realizzazione del porto e che oggi bisogna reclamare i profitti. Sinora abbiamo invece assistito ad una gestione che ha portato solo debiti e nessun vantaggio per la comunità procidana nel suo complesso. Su questo argomento occorre un cambiamento di rotta radicale e la nuova Amministrazione deve dimostrare la capacità di essere nettamente discontinua rispetto al passato.
13 commenti a “Procida: il porto turistico di Marina Grande deve dare profitti.”
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Sono pienamente d’accordo sulla necessità di acquistare il 2% per avere la maggioranza della società Isola di Procida Navigando. Spiace notare però l’incoerenza di Procida Insieme che nelle piazze si comporta in un modo e in consiglio comunale in un altro. Infatti nel penultimo Consiglio tutto il loro gruppo si è astenuto proprio sulla proposta di acquisto di questo famoso 2%, proposta fatta dal sottoscritto e votata addirittura dalla maggioranza unanimemente. Vorrei capire i motivi di questo comportamento che personalmente non riesco a decifrare. Grazie delle eventuali risposte. Mariano
Il mio commento va al nostro neo eletto sindaco. Gent.mo sindaco visto che lei ha dato segni di ecologia verso l’isola chiamo la sua attenzione sulle baie procidane: chiaia- ciraccio-silurenza- cimitero, domenica 13/6 ho avuto la “costanza” di contare la bellezza di circa 400 barche anchorate nella nostra bellissima baia della chiaia. Dico solo chiaia, lascio a lei immaginare cosa era tutta la nostra isola. Ho sentito parlare di una tassa di achoraggio per i non residenti, ma non vedo ancora nessun raggio di luce fuori il tunnel, forse apettiamo la fine dell’estate? I danni ecologici che queste barche producono al nostro fondale con le loro ancore e’ ben noto a tutti, in piu’ si puo’ aggiungere lo scarico delle sentine ect ect. Ha lei mai chiesto alle autorita’ marittime di controllare dove avviene lo scarico di queste acque sporche’? Coraggio diamoci una mossa, ancora una cosa da controllare ” i pontili di bunkeraggio” ‘ , vada lei personalmente un sabato or domenica e constatera’ di persona le macchie d’olio in mare. Se le autorita’ costituite non hanno uomini per questi controlli sono certo che ci sara’ un numero di volontari che potranno darle una mano. Grazie
Ma questo
lasciatemelo dire,é “un vero e proprio teatrino della politica”,una farsa vera e propria.
Ma come,la proposta di acquisizione fatta da Cascone è votata anche dalla maggioranza?
Quella stessa maggioranza che ha accettato,supinamente,o chissà,in cambio di laute prebende….di essere in minoranza nella società “Isola di procida navigando”.
Ma questa è ipocrisia bella e buona,una presa per i fondelli!
Per quanto riguarda le perplessità di CASCONE sull’astensione di “Insieme per Procida “,non vedo cosa c’è da meravigliarsi : all’atto della stipula del contratto che dava la maggioranza alla banda “Bassolino e company”, questi non mossero un dito per convincere Bassolino a recedere dalle sue intenzioni.
Dunqe; di che meravigliarsi?
All’atto della stipula del contratto, si doveva fare ” ferro e fuoco”,ci si doveva presentare unita,maggioranza e opposizione.
Invece l’allora sindaco Muro si accontentò del classico ” piatto di lenticchia”,in cambio della presidenza che conta come un fico secco,e la nomina dei galoppini di turno nella manovalanza e nella direzione del porto.
Ora i stessi che hanno sottoscritto l’accordo capestro,votano in C.C. una proposta di delibera che va in senso .opposto. Siamo al ridicolo.
Comunque questa società di gestione,a mio parere non darà mai profitti : i “pescicani politici” cioè la Regione e il Ministero ci hanno messo le mani addosso e la ” loro voracità famelica ” non avrà mai fine : i proventi andranno ad arricchire le tasche di qualche politico di turno e a finanziarsi le campagne politiche e a fare banchetti orgiastici. Purtroppo!
Forse sì : è veramente una sorta di teatrino politico…..
Tutti sanno che il Porto Turistico , per funzionare deve essere gestito da IMPRENDITORI, naturalmente privati.
TUTTI sanno che le quote comunali, e presto le quote (direttamente o indirettamente) in mano alla Regione e allo Stato DOVRANNO essere vendute : lo impongono disposizioni legislative, vincoli dei bilanci pubblici e la logica di mercato.
TUTTI sanno che il VALORE di MERCATO dell’azienda PORTO è inferiore alle aspettative ( più o meno dichiarate) di vendita.
TUTTI si sono resi conto che , in fondo, ai cittadini procidani non interessa CHI SIA IL PROPRIETARIO del Porto ma interessa che FUNZIONI BENE e crei il GIUSTO INDOTTO per la comunità, cosa che ora non accade.
Ma la politica tende ad essere autoreferenziale e si attarda a dare colpe e prendere meriti di vicende che si svolgono solo nei desideri, come il presunto acquisto del 2 %….( che tra l’altro , secondo stime correnti degli scienziati vari sarebbe pari a 400 000 euro…IL COMUNE CE L’HA? oppure qualche valente consigliere si è preoccupato di corredare la proposta di acquisto con una compatibilità di bilancio???)
Insomma è una situazione kafkiana….
Il Comune cerca di vendere le proprie quote ma non trova l’acquirente , alle cifre richieste…
Allora dovrebbe acquistare ( senza prevedere soldi nel proprio bilancio) il 2 % di quote…. MA NESSUNO VUOLE VENDERLE…
MA DI COSA STIAMO PARLANDO????
Comunque la ma proposta un risultato sembra lo abbia raggiunto. Infatti, da voci di corridoio raccolte al Comune, sembra che nel bilancio preventivo 2010 (a tal proposito preciso di attendere ancora l’invito del Sindaco, come da lui stesso preannunciato, per la discussione preliminare del testo prima del prossimo Consiglio Comunale; mi auguro non si tratti dell’ennesima apertura teatrale come accaduto per le linee programmatiche…) non sarà prevista la vendita del porto proprio per non andare in contraddizione con la votazione fatta dalla maggioranza di acquisizione del 2% della Società, proposta ribadisco fatta dal sottoscritto e sulla quale InsiemexProcida si è immotivatamente astenuta, salvo poi organizzare in tutta fretta un incontro presso la sua sede a Via Roma per discutere proprio dell’acquisto del 2%…Io ancora sto aspettando che qualcuno mi spieghi questo comportamento apparentemente incoerente e contraddittorio.
@Sebastiano daccordo con te, infatti ciò che tu rilevi è oggetto di un nostro precedente post che spero tu e molti altri abbiate letto. http://procida.blogolandia.it/2010/06/15/procida-ma-ndo-vai-se-la-banana-non-ce-lhai/
Ahimè per adesso nessuna risposta tranne questa tua riflessione molto sensata. E sembra davvero un situazione kafkiana!
@mariano speriamo che entro la fine della consiliatura qualcuno ti risponda
Secondo me, la discussione del 2% si o no è fuorviante (o irrilevante) se non si comprende cosa fare del porto e come inserirlo nei piani di sviluppo.
vi allego quest’articolo di repubblica sulle strategie portuali.
http://viaggi.repubblica.it/articolo/porti-turistici-tariffe-alle-stelle-yacht-favoriti/221451?ref=HRERO-1
“Il porto turistico di marina grande deve dare profitti”, da questo post e da quello che si legge nel recente manifesto pare di capire che la proposta di Insieme per il Procida per l’acquisizione del 2% delle quote sia finalizzata a raggiungere il 51%, condizione indispensabile per poter gestire al meglio il porto od anche per trarne consistenti vantaggi in caso di vendita. Non vedo quindi cosa ci sia di tanto fuorviante ed irrilevante in tutto questo considerato che la vicenda ha assunto ormai proporzioni di una gigantesca farsa.
Anche le correnti stime degli scienziati di turno per l’acquisto del 2% sembrano spropositate e fors’anche fuorvianti.
Penso che Insieme per Procida si astiene dal dare peso a determinate opinioni solo per evitare inutili e banali polemiche che potrebbero sminuire l’importanza di Mariano e senz’altro di tutta la minoranza di cui lo stesso ne fa parte, anche se in maniera irrisoria e distaccata.
Sono sorpreso che la mancata risposta a Mariano ha generato l’incredulità del sindaco del blog …
Non sono incredulo caro Franco, constato semplicemente un fatto e cioè che, fino ad adesso, la questione posta da Mariano non ha trovato risposta ecco tutto. Nessuno è obbligato a rispondere, specialmente sul bog . Ognuno fa le sue scelte e ne risponde responsabilmente.
Detto questo, concordo con te che la vicenda è diventata una farsa. Proprio per questo non sono convinto del legame tra 51% e “dare profitti”. Perchè?
Due argomenti hai sottolineato:
a. si vende ad un prezzo piu alto. Non è vero, il prezzo di vendita lo aumenti se vendi qualcosa che va bene. E quanto costa il 2%? Siamo sicuri che chi vende è tanto folle da scendere in minoranza, se ha tanto combattutto (e noi glielo abbiamo permesso di salire al 51%) per avere la maggiornanza e lo venda a buon mercato senza inserire il cosidetto premio di maggioranza?
b. Gestire meglio il porto. Questo 2% in piu crea le condizioni per generare profitti? in altri termini è stato il socio di maggioranza ad ostacolarlo?
quindi…
1. la controparte vuole vendere? Ese sì, a quale prezzo? E’ compatibile con le norme contenute in finanziaria?
2. lSei convinto che con il 2% in più si raggiunga almeno il pareggio annuale?
3. Perchè il porto è in deficit? Queste cause oscure scompaiono se si riacquista il 2%?
Mi dimostri la rilevanza.
Anche io sostenevo il riacquisto, ma questo diventa irrilevante se non si definiscono le strategie e la si smette di considerarlo come un’appendice della casa comunale.
Cerco di dare una risposta alle critiche più rilevanti.
1) La legge impone al Comune di vendere le quote entro il 31.12.2010.
Oggi è il 19 di Giugno, non vedo per quale motivo dovremmo anticipare la discussione: perchè per le scelte negative Procida deve essere sempre prima? Il resto dei Comuni italiani non si sta preoccupando di questa scadenza, confidando su un possibile slittamento del termine, cosa più che probabile.
Poi, nel caso sarà obbligatorio vendere, se cediamo il 51% ci sarà un introito molto maggiore per le casse del Comune.
A chi ama le scadenze di legge ricordo che entro il 31.12.2009 dovevamo raggiungere il 25% di raccolta differenziata, non è stato fatto, e nessuno ne ha tratto le dovute conseguenze. Entro il 31.12.2010 dovremo raggiungere il 35%, e non siamo sulla buona strada.
2) Dove prendere i soldi necessari.
Un mese fa il Consiglio Comunale ha autorizzato un aumento di capitale per Isola di Procida Navigando utilizzando crediti che l’Ente vantava nei confronti dell’azienda. Considerato che questo aumento è ritenuto dall’Amministrazione una semplice anticipazione di fondi che verranno rimborsati dalla Regione, si potranno usare gli stessi soldi senza aggravi per il bilancio.
A chi oggi fa le pulci alle nostre proposte, chiedo dov’era quando il Comune sprecava il pubblico denaro.
Ricordo infine che il Consiglio Comunale qualche anno fa ha già deliberato all’unanimità l’acquisto del 2% . Allora si disse che l’ostacolo al successo dell’iniziativa era l’assessore Cascetta e l’incapacità della sinistra di incidere fuori Procida.
Oggi tutte le istituzioni sono di destra, la nostra Amministrazione ha la facoltà di dimostrare le proprie capacità. Del resto Procida negli anni, ad ogni scadenza elettorale, ha sempre dato un bel contributo al PDL.
E’ il momento di verificare se l’investimento porta profitto o se, come per il condono, sono solo chiacchiere.
gentile franco, provo a spiegarmi. in parte l’ho già fatto col post di francesco. concordo con le due considerazioni di dino, giustissime, ma la mia domanda è semplice. “col 2% in più siamo sicuri di portare profitti con il porto?” non è così automatico. Per evitare altri bagni di sangue, prima di riacquistare dobbiamo capire cosa fare.
per essere ancora piu brutali o meno “scienziati”, facciamo i “conti della serva”. Per aumentare i profitti o si riducono i costi o si aumentano i ricavi. I primi, essendo costi del personale e figli di scelte “politiche” la vedo dura. molto meglio puntare lato ricavo, questo è il motivo per cui ho postato l’articolo di repubblica. Questo tipo di scelte (prezzi, servizi, comunicazione) portano o meno al profitto, non il 2% in piu o in meno. questo è il motivo per cui ho parlato di decisione fuorviante. perchè è come se si ipotizzase una relazione diretta tra profitti e 2%, cosa che non è detto sia vero.
la mia non era una critica al riacquisto del 2% (cosa che continuo a vedere quanto meno complessa visto le parti in gioco), ma era per sottolineare che non basta assolutamente.
la domanda che ci dobbiamo porre è “le cause che hanno portato il porto in deficit scompaiono riacquistando il 2%?” Se sì, ok decisione giusta. Al contrario, se non basta, come credo, prima di investire altri soldi, iniziamo a dimostrare che lo si fa perchè abbiamo le idee chiare su come cambiare. Ultima cosa, vista la situazione di deficit, ci vogliono almeno un paio di anni per risistemare i “conti”… ci sono?
buona domenica
Fa piacere dialogare con gente come enzo peruffo che prima di schierarsi fanno le dovute valutazioni per evitare di sostenere inconsapevolmente quello che potrebbe risultare essere poi il classico salto dalla padella alla brace. E’ chiaro che i profitti dipendono da una buona gestione e col 49% non possiamo fare niente in tal senso, per uscire dal pantano l’unica via perseguibile è quella di cercare di ottenere il 51% ed avere così il controllo della società come suggerisce Insieme per Procida.
) è rimasta isolata in quanto giudicata improponibile.
Attualmente le nostre quote non valgono un granché e non so se conviene venderle per una manciata di sigarette senza risolvere nessun rilevante problema economico, credo quindi sia necessario muoversi in fretta nella direzione suggerita ed è per questo motivo che la proposta di Mariano (subito accettata dalla maggioranza
In riferimento a tutta la vicenda penso che l’ultimo manifesto di Insieme per Procida sia abbastanza chiaro e convincente perché si pone soprattutto in risalto che il nostro porto turistico è l’unico ad essere in passivo in tutta l’Italia.
Apprezzo molto l’intervento di Dino poiché opportunamente esplicativo ed arricchisce notevolmente la discussione.
La mia domanda sul perchè dell’astensione di Procida Insieme ancora è in cerca di risposta….La speranza è l’ultima a morire!