Procida: “Bisogna darsi da fare”
Lunedì, 8 Febbraio 2010
Il movimento politico Sinistra, Ecologia e Libertà* dell’isola di Procida, tenuto conto delle scelte opportunistiche operate dal Partito Democratico dell’isola che ha rinunciato a far valere la propria identità politica e programmatica sul territorio anche nel farsi promotore di un progetto per le prossime amministrative nel rispetto del quadro politico-associativo esistente, lancia il proprio appello alle rappresentanze politiche locali, alle associazioni e alle vivacità culturali e sociali che hanno a cuore il futuro di Procida, ma soprattutto a singoli cittadini di buona volontà, a giovani e donne decisivi per il cambiamento, per la costituzione di un percorso di rappresentanza in cui si affrontino in modo serio e convincente gli aspetti programmatici e ci si dichiari in modo chiaro e trasparente sulle scelte da fare nell’interesse della collettività, mettendo in campo energie e professionalità, soprattutto giovani, capaci non solo di intercettare la volontà di avere un’adeguata e dignitosa rappresentanza politica che viene dall’elettorato isolano ma anche di costituire un luogo di idealità che dia a quest’isola la speranza che la politica si possa ancora fare per passione e spirito di servizio nell’interesse dell’intera comunità, allontanando ogni forma di opportunismo, arrivismo, prevaricazione.Si sperava che questa impostazione fosse anticipata da altri soggetti, a cui questo movimento avrebbe aderito con molta determinazione e umiltà, purtroppo, in qualche caso è prevalso il silenzio, in qualche altro la forsennata ricerca della presunta vittoria a tutti i costi, di qui il senso del presente appello, a cui si vuole dare il valore di una scossa civica e politica ma anche di rappresentanza di quei cittadini che oggi non si riconoscono nelle compagini elettorali che si preannunciano, soprattutto per quel che riguarda il centrosinistra locale, per dare all’isola un futuro di dignità e di benessere.
Siamo convinti che l’unica via d’uscita da questa impasse può essere definita solo attraverso l’impegno partecipativo di quanti sono intimamente convinti che una buona politica amministrativa per Procida è possibile. Essa dovrà reggersi sulle gambe di tutti coloro che spenderanno se stessi e la propria onestà e professionalità con l’obiettivo comune di dare un impulso rivitalizzante all’isola. Tutto nasce dalla volontà di ritornare a confrontarci, dove nessuno è meglio dell’altro, senza esclusioni per nessuno, ma con un obiettivo preciso: avere la sensibilità e la umiltà di impegnarsi unicamente per il futuro di quest’isola a cui la politica deve contribuire dando risposte ed indirizzi a quei cittadini che spesso in questi anni hanno patito un reale disorientamento e l’idea che tutto è a disposizione di tutti.
E’ un’ aspirazione che vorremmo condividere con tutti quelli che hanno a cuore le sorti di questa comunità. E dovrebbero essere in tanti, visto che si parla di futuro per sé e per i propri figli. Abbiamo già rinunciato a farlo con chi vuole farci perdere tempo, alimentare dissapori, diaspore, conflitti, fondare l’alternativa sul rancore, sulla sete di potere accumulata in questi anni, sull’ammucchiata senza colori e senza valori. Abbiamo già detto No a chi ha scelto di ritagliarsi una posizione per sé e non per cercare di vivere meglio tutti. Diciamo da subito SI a chi non ha perso la speranza e la dignità di vedere riconosciuto ai cittadini di Procida il giusto destino, fondato sulla voglia, sull’allegria, sull’ottimismo, sulla valenza sociale, culturale ed anche economica di Vivere a Procida.
PEPPE GIAQUINTO*
29 commenti a “Procida: “Bisogna darsi da fare””
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consiglio di leggere anche qui parlando di rinnovamento
http://procida.blogolandia.it/2010/02/02/procida-elezioni-comunali-del-28-e-29-marzo-2010-intervista-a-vittorio-cerase-video/
tutte chiaccere….
Caro nonno, tu che si il saggio di questo blog. Ci hanno detto che vai per i 75, mi raccomando preservati . Ma tutte ste chiacchiere non faranno male, ma siamo a carnevale e come farne a meno.
Dicci tu se queste so chiacciere ma i fatti chi li st facendo?
Visto che mi inviti
a parlare lo farò, Questa lista è nata troppo tardi,tardi per coaugulare intorno a se anche un minimo di consenso elettorale.
Perchè si preclude l’alleanza con il PD ,Altrenativa liberale e altri gruppi.
Da soli,caro Francesco,si perde.Manca una strategia elettorale,mi dispiace
certo se la strategia elettorale è quella del “nipote”……………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………
Ne sei così sicuro, hai la palla di vetro che questa lista non riscuoterà consenso?
Io sento gente che dice “finalmente se succede una cosa del genere potrò andare a votare”.
Staremo a vedere. E chi dice che non sia il PD a precludersi alleanze con questo nascente movimento essendosi tagliate le palle prima di cominciare a giocare, regalando un accordo fatto da un suo esponente UNO e spacciato per maggioranza. Problemi loro.
Fosse che il messia sta solo nella fusione a freddo PD -PI.
Alternativa liberale forse, non sei informato, ma se il candidato del centro destra sarà l’assessore Capezzuto non perderanno tempo dietro sti giochini e saliranno sulla barca di cui più si fidano reggerà il mare agitato.
Chi vivrà vedrà. Ognuno è libero di scegliere le strade che ritiene migliore.
Aloha !!!
Scusa Francesco.
Non vorrei che passasse il messaggio che io sia contro questo movimento..Non è così.
Io mi auguro che ci sia un vero ricambio generazionale,un rinnovamento della politica:
Quello che mi dispiace è vedere come i vari gruppi,a sinistra,siano cosi slegati. Eppure penso che se si riuscisse a fraternizzare,potrebbe essere la volta buona per mandare a casa quest’amministrazione.
Tutto qui
D’accordo con Geppino…ed è una rarità
Io la penso come il nonno.
questa lista uscirà dalle elezioni con le ossa rotte.
Apprezzo molto il “bisogna darsi da fare” dell’amico Beppe Giaquinto, spero che questi giovani ne facciano tesoro senza però prendere di esempio l’evaporato DS dal quale non poteva che nascere l’attuale PD … tanto criticato dall’innovatore Peppe …
Condivido il parere del “nonno”, è proprio vero che “gallina vecchia fa buon brodo”.
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Mi sa tanto di sprovveduta esperienza presentarsi sulla scena all’improvviso, senza un programma condiviso, armati solo di baldanzosa gioventù e di tante belle parole.
Non per essere malizioso e mal pensante, ma pare che questa inopportuna trasversalità sia tanto dettata da qualcosa che sembra molto di appoggio a chi spera che sopravviva l’attuale andazzo alla faccia del tanto auspicato cambiamento.
E se la gallina vecchia è buona a fare solo “il brodo”?
Prendetevi tutti una super dose di tranquillante (Romano parlava di BAGNO DI UMILTA’) e non fate i litigiosi!
Energie sprecate a favore dell’avversario politico…
Bravo Franco Ridda!!! Bravo Davide Z.
Ossa rotte, divisioni, scnfiggere l’avversario, manco fosse un campo di battaglia…ma qual’è la posta in gioco? ” u’pusiciell’ in consiglio comunale a scarfare la sedia per altri 5 anni. Siete cnvinti di vincere con l’armata stiponiana? Ma dai ragazzi diamoci una clamata come dice il buon Davide.

Comunque personalmente guardo con grande interesse questa inizaitiva, che sarà sicuramente giovane nelle idee che nell’età. E come dice per fare un altra citazione dell’amico gigi d’orio: anche se non condivido le tue idee faò di tutto perchè tu le porti avanti”. questo vorrei ascoltare, lealtà e rispetto.
Ad maiora!
I potentati giurassici non mi interessano
Niente di nuovo sotto il sole. Siamo alle solite i “vecchi fannuloni”ripetono l’antica filostrocca “vincere e vinceremo” Cosi il Duce, cantava dopo essersi alleato con la Germania Nazista. Siamo stanchi di sentire vecchi Gufi. La novità irrompe e nessuna può fermarla. Vincere contro chi, non siamo al campo sportivo. La forza della novità delle idee, la libertà di dire si si, no, no questo conta non le vecchie chiacchiere di chi continua a …….. dalla cassa marittima. Vergogna!!!!
Solo una precisazione, Bruno.
Quando parliamo di avversari politici e di competizione intendiamo la civile contrapposizione, i temi e i problemi sono molto seri ma dovremmo riportare tutto in un clima d competizione “sportiva”.
Gli sportivi sanno che nella competizione agonistica non esistono nemici da abbattere ma avversari da superare e, fedele all’insegnamento di un Maestro dell’Atletica, NON BISOGNA AVERE PAURA DELL’AVVERSARIO
Ciao
Davide
io penso che basta inserire un rappresentante nel consiglio comunale. un solo rappresentante già può dare una grossa mano, dare trasparenza. e dopo tanti anni bui di assenza della popolazione dalla vita politica isolana è già tanto. questa trasparenza ci darà già la possibilità di capire i “giochi di potere” che si fanno alle nostre spalle, con i nostri soldi!!! e poi se veramente si vuole un cambiamento, una svolta, “alternativa per procida” rappresenta tutto ciò con i giovani e soprattutto un modo giovane di fare politica con l’infomazione di questo blog che ci può rendere tutti partecipi della situazione isolana e anche con la partecipazione di tecnici alle spalle dei candidati che possano dare consigli e indirizzi, senza che il primo faccendiere di turno si issi a salvatore della patria senza avere conoscenze tecniche. e se si chiede alla politica una svolta allora penso non possa essere che così. senza personaggi triti e ritriti.
un saluto
potrebbe sembrare quasi una vera discussione….peccato però che è quasi un monologo…o no geppì
Mi chiedo a che servono I BAGNI DI UMILTA’ quando poi non si riesce a superare vecchie questioni personali
Franco fa fridd’ arò amma fa stu bagn. A lourdes forse ci conviene no?!
Ci santifichiamo tutti hehehe
Dove sono ste questioni personali…e tu hai suggerimenti per superarle. Qual’è il prezzo da pagare? Per un bene più grande, quale? La tasca di qualcuno o Procida prima!
…Ma si ha sempre da dire, criticare, condannare? Ma se percepite che le logiche in campo siano la strada maestra e luminosa, continuate pure sereni, senza rabbia. Abbiate però la bontà di lasciar fare, di lasciar sbagliare, impariamo a far spazio ai giovani, a chi nel cuore ha solo il sogno di poter mettercela tutta per un futuro altro. Se avranno le forze ci saranno e s’impegneranno come sanno fare. Ma cosa v’interessa se perderanno, se avranno consenso, o meno, lasciamoli esprimere, il tempo ci dirà … Questo chicchiericcio mi sa proprio che appartiene a chi non è convinto di niente e nemmeno di queste alleanze, “granitiche” costruite solo per combattere, ma chi, e come, se nei componenti si respira pochissima coesione e unità d’intenti…. tranquilli ….
Non capisco perché si parla tanto di critiche, condanne ecc. rivolte ai giovani, al contrario credo che si stia ragionando pacatamente con l’intento di esprimere le proprie idee, semmai per conoscerci meglio e non certo per odiarci.
Chiaramente si approfitta per porre in rilievo i tanti pareri negativi che si sono sollevati per le eccessive critiche rivolte al PD, si sa per certo che il vecchio DS non ha mai ecceduto o assunto ruoli tanto eccellenti per non parlare poi delle tante negative critiche sollevate alla sua sparizione avvenuta sommessamente o meglio ancora alla chetichella.
Ritornando ai giovani che con tanta animazione propendono per il fantomatico cambiamento voglio ancora ribadire che trovo giusta l’opinione espressa dal nonno, “ormai si è fuori tempo”, certe posizioni si dovevano assumere molto prima e non a pochi giorni dalla presentazione delle liste, si rischia solo di creare confusione facendo così il gioco dell’avversario.
In considerazione di come sono andate le cose, mirare ad un’alternanza politica non è certo sbagliato come tra l’altro affermano anche tanti giovani che coscienti della criticità del momento sono autonomamente invogliati a cooperare con PI e tanti di loro sono già ufficialmente iscritti nella lista che concorrerà alle prossime elezioni.
Come si osserva di giovani ve ne sono tanti e non tutti la pensano allo stesso modo, voler divulgare certe idee scopiazzando in modo agitato cose scritte da altri può essere legittimo ma anche tanto scorretto e credo altresì pure altrettanto giusto replicare-
Io non sono d’accordo su questa prospettiva. Non si possono brandire i giovani per fini statistico-anagrafici (a che pro? abbassare l’eta’ media? per fini pensionistici?) o per portare avanti un’assioma divino giovani=novita’=meglio.
I giovani dovrebbero essere portatori di nuove idee, di una capacita’ di leadership fantasiosa e rigorosa, di una caparbieta’ (ai limiti dell’incoscienza) nel realizzare quanto detto e ridetto da anni, di un modo di operare non vincolato a vecchi schemi, obbl;ighi o rendite di posizione. Operare per qualcosa e non contro qualcuno.
e’ l’approccio giovanile che e’ richiesto, non la carta d’identita’. non conta il numero dei giovani, ma approccio che si ha.
un giovane
Caro amico Ridda, se mi chiami in causa è giusto che ti risponda. Voglio precisarti che non sono l’ultimo arrivato nella politica procidana. Ho un curriculum di militante politico e associativo, ripeto di militante non dirigente, che da quando avevo i pantaloni corti ad oggi posso condividere solo con pochi che hanno calcato la scena politica procidana. Avrò certamente in questo lungo percorso commesso degli errori ma non ho mai usato la politica per me stesso e ho sempre avuto chiaro che solo la militanza politica ti fa essere capace di stare in campo con coerenza e onestà quando si è vincitori ma soprattutto quando si è perdenti. E siccome in genere sono stato dalla parte dei perdenti ma dei coerenti, degli onesti e dei valorosi, ti dico che l’iniziativa di questi giovani può sembrare velleitaria, ma va nella direzione di creare un baluardo di coerenza, onestà e valori a cui tutti i procidani che lo vorranno potranno fare riferimento. Sono stato anche segretario dei D.S. locali per 5 anni durante i quali non solo i D.S. hanno avuto una propria autonoma posizione su ogni argomento centrale della vita della colelttività isolana, basta sfogliare la stampa dell’epoca, ma credo di aver dato il mio modesto contributo a generare quella vivacità politico-culturale che ancora oggi sopravvive nel centrosinistra locale. Parli di fughe e di sparizioni del sottoscritto. E’ vero, sono andato via da Procida per un anno e mezzo per motivi familiari, senza lasciare nessuno senza viveri, ma è pur vero che ho lasciato la guida del partito a congresso locale ormai concluso, con la decisione assunta a maggioranza di dare vita al PD. A quel P.D. io non mai aderito, perchè non ho mai creduto in quel progetto, tant’è che oggi ho dato adesione a Sinistra Ecologia e Libertà. Se i membri dei D.S. non hanno saputo farsi valere, come sei convito tu, nella confluenza con l’allora Margherita dipende molto dalla scarsa capacità di chi ha condiviso quel percorso. Io non c’ero, non fisicamente, come tu mi attribuisci, ma idealmente, e rispetto alle scelte ultime del PD locale ti posso dire da militante politico che crede nei partiti, che anch’io ho vissuto delle differenze interne ma alla fine è sempre prevalso il rispetto per tutti, nè ho mai usato il nome del partito per dare mie adesioni personali a qualsiasi progetto politico, perchè un partito politico è un patrimonio collettivo. E le mie critiche al Pd locale sono riferite anche alla mancata centralità assunta dal partito nel costruire l’alternativa amministrativa. Per me, alla fine di un percorso, andava bene pure individuare un nome della società civile che appartenesse al movimento politico Procida Insieme, se le valutazioni fatte dall’intero centrosinistra locale, dall’attuale compagine consiliare di minoranza e della altre vivacità culturali ed associative del territorio ne avessero condiviso la scelta. Ma certamente non si doveva perdere la bussola della politica abdicando a favore di un movimento di un grupppetto di cittadini, che o avranno talmente condiviso per quindici anni le scelte dell’attuale maggioranza, oppure non si sa bene dov’erano. E se rimproveri me di essere sparito per un annetto, senza arrecare danno a nessuno, mi domando cosa pensi di loro che sono spariti per quindici anni e oggi sono per te l’alternativa. Quanto alla strumentalità del mio intervento e al tuo invito all’adesione al progetto di Procida Insieme, a cui tu credo abbia aderito, ti faccio presente che credo nella pluralità delle espressioni politiche, tant’è che sono stato affascinato, politicamente, da un movimento non certo maggioritario nel paese, ma dalla grande aspirazione di voler lavorare su grandi valori e su progetti concreti per il bene dell’Italia.
Credo che se una parte di giovani e non, oggi non si riconoscano nel disegno politico di Procida insieme ma sentano la responsabilità di rappresenatre un’alternativa più che politica di costume e di valori, questa vada incorragiata da tutte quelle persone che come me credono nella politica di servizio, e sopratutto nella politica intesa come scuola di formazione complessiva, come attivismo partecipativo da cui l’amministrazione dell’isola, forse non domani, ma certamente dopodomani dovrà attingere le energie migliori per essere rappresentata in modo corretto ed adeguato, mettendo fine ai giochi di potere, agli assetati, agli avventurieri, a quelli che non sanno nemmeno di cosa si parla. Io dico che se oggi si investe in modo chiaro e netto sulla capacità di fare politica di quanti già l’hanno dimostrata e soprattutto di quanti vi aspirano unicamente per servire la propria isola e non per interessi personali, si gettano le basi perchè Procida e i procidani abbiamo un futuro. Con affetto Peppe Giaquinto
franco oggi è paladino di procida insieme, ieri di idv, l’ altro ieri di alternativa liberale, 3 giorni fa del pd…non mi sembra un buon interlocutore…….glissare e proseguire………..
… tutti a parlare del passato… bene, ottimo, continuiamo cosi.
peccato che andremo a votare per gli amministrative del 2010…
Cari amici del blog, mi spiace che vi agitate tanto per una semplice citazione senza virgolettato, ma forse come si dice “il bue chiama cornuto all’asino” e quindi chi critica è solo un falso intellettuale che ritiene di sapere tanto senza però mai entrare nel merito della discussione. Che allude solo al ricorso ad internet per un bel copia ed incolla, quando poi il brevetto di questo nefasto metodo non spetta a me, che in coerenza con il modo di far politica e di schieramanto; continua ed argomenta ciò in cui credere. Altri invece si ergono a paladini del nuovo, scopiazzando una pseudo-agenda che può anche essere utile alla causa italica solo se fosse quella rossa di Paolo Borsellino, che chissà perchè attualmente è introvabile.
Comunque tornando alla mia citazione se questa ha suscitato tanto scalpore forse si tratta di qualcosa di reale e concreto cioe spiego nel merito; la casta manageriale (italianismo di manager) attualmente cerca di spodestare la nomenclatura politica per occuparsi direttamente dei propri interessi e dividersi la torta (meglio le briciole) che ormai resta nel fortino comunale.
Se poi si aggiunge a tutto questo le contraddizioni di tanti da IDV sia a livello locale che campano, a quelle di altri che pensano che la storia sia solo un bel libro da sfogliare, oppure peggio ancora una ricerca su google da fare da buon intellettuale. Beh carissimi dimentichiamo e cancelliamo il fascismo, le barbarie, la corruzzione solo perchè avanza il nuovo che in un passato remoto è stato alquanto “colpevole”.
Io almeno parlo e scrivo sicuramente copiando (peccato capitale).
Caro Franco, ma almeno ho delle idee da esporre all’opinione pubblica e se pur abbiamo incominciato tardi, beh abbiamo detto e scritto più cose di progetti creati da anni ed interi partiti che attualmente hanno più interesse nella mera spartizzione delle poltrone comunali che parlare di ciò che vogliono fare.
Penso e ritengo che lo studio e la lettura di libri da sempre ha aiutato la politica nell’analisi e la spiegazione alla gente per l’elaborazione della propria proposta politica.
Almeno io lo faccio voi cosa fate ????? Penso che in quest’ultimo mese ho scritto piu articoli io sul golfo per spiegare cosa vogliamo fare che altri che lavorano da anni… posso sembrare ripetitivo, ma credo che tanti questo lo dimenticano….
Comunque io mi sono messo in gioco sempre e comunque assumendomi le mie responsabilità e tante critiche.
Chi invece si erge ad alternativa lavora nell’oscurità e senza alcuna trasparenza.
@ il sig Giaquinto:
ci spieghi una cosa e l’alternativa NUOVA sarebbe lei ( ex segretario del psi, ex segretario dei ds, ex, ex ex ), l’ex cons com, ex margherita, ex pd rosato, l’ex reduce e combattente C. de candia, l’ex psi, ex stampella della maggioranza Centrillo, e qualche altro membro dei sei DISPERATI e esiliati del PD un mesetto fa?
Ci parli di questo.
bye bye
Gentile Giaquinto,
renda un reale servigio alla Comunità procidana:ritorni nelle verdi valle Alpine.
Grato
Non credo dovremmo dividerci, perlomeno non più di quanto già lo siamo, cosa di per sè inevitabile e anche fisiologica in democrazia, per fortuna anche, visto che questa è confronto, dissenso e anche scontro purchè civile come è stato già detto.
Credo che ad unirci debba essere la volontà di cambiamento e il giudizio negativo su chi ha amministrato l’isola da quindici anni a questa parte. Si può sfumare questo giudizio secondo la propria sensibilità e cultura, le proprie personali convinzioni, la propria posizione sociale, ma è indubbio che il quadro che sta sotto i nostri occhi è desolante. Lo è nel degrado e non governo del territorio, nello sperpero di risorse pubbliche, nell’assenza di trasparenza e di partecipazione, nella scarsa efficienza amministrativa, nella perdita del senso di appartenenza e comunità, che ha sempre contraddistinto l’isola, anche nei momenti più difficili.
Partirei da quest’ultimo punto: il sentimento di appartenenza ad una Comunità. Che significato ha oggi sentirsi parte di una comunità che ha una tradizione storica paragonabile alla Repubblica Marinara di Amalfi, ma più duratura? Una comunità che ha sempre avuto tradizioni di forte autonomia e identità, di orgogliosa caparbietà nella tutela dei propri legittimi interessi, come testimonia l’iscrizione nell’ingresso della chiesa dei Marinai al porto.
E’ questo sentimento che dovrebbe essere la nostra bussola e il nostro vento. E al di là di ogni retorica guidarci nella sapiente restaurazione, nell’intelligente rinnovamento di una comunità aperta.
Il cambiamento che tutti vogliamo è per me all’interno di questo concetto. E significa sollecitare solidarietà tra gli individui, tra chi ha e chi non ha, significa esigere il buon governo del territorio, con un intelligente piano di fuoriuscita dall’illegalità diffusa, significa stimolare la riappropriazione delle proprie risorse, comprendendo che la prima di esse è Procida intesa come spazio storico comunitario. Significa progettare la ridefinizione di un concetto abitativo che veda tradizione e innovazione, nell’epoca della transizione all’economia verde, farsi sinergici ed esemplari per altri centri urbani. Significa fare della gestione dei rifiuti uno strumento di maturazione di un consumo riflessivo e intelligente. Significa realizzare una mobilità altra, capace di coniugare necessità e sicurezza, godimento ludico dello spazio e rapidità ed efficienza negli spostamenti. Significa riappropriarsi del mare, del suo controllo nel presente e ripensando la scuola e le nuove competenze ad esso necessarie, del suo futuro.
Ma significa soprattutto pensarsi, non più come soggetti passivi, sudditi a caccia di favori in cambio di sottomissione, ma cittadini consapevoli dei propri diritti-doveri e orgogliosi protagonisti di una libera comunità.
Certamente c’è il cozzo dei problemi quotidiani, delle urgenze incancrenite, ma queste vanno collocate nell’ottica di questo orizzonte strategico che a me piace definire un pò pomposamente come l’edificazione di Procida Comunità Aperta, Libera e Autonoma.
Se conferiamo al cambiamento questo significato ampio e ricco di futuro, credo che le nostre attuali divisioni possano leggersi come uno stimolo e non come un ostacolo.
Ritengo che la lista civica rappresentata dall’alleanza tra PD, PI, Osservatorio Civico, Italia dei Valori, etc, sia quella che più di altre abbia la possibilità oggi di vincere, rappresentando il primo abbozzo di questo progetto. Ritengo altresì che questo progetto sarebbe stato ancora più forte e convincente se si fosse riusciti ad arrivare ad una efficace sintesi delle forze rappresentate da Vittorio, Giaquinto, Francesco ed altri. Non esserci riusciti è un limite che vede la responsabilità di tutti, a nulla serve scagliarsi addosso giudizi liquidatori, che annichiliscono energie e voglia di fare e partecipare. Se confronto ci deve essere che sia sul progetto, sulle idee, sui mezzi e gli strumenti più efficaci per realizzarlo. All’indomani delle elezioni, comunque vada, se quanto affermato sopra ci unisce, si troveranno i modi e le forme giuste per definire finalmente un percorso comune, che non si esaurisce in un’unica tappa, ma che all’altezza di questa ambizione di cambiamento profondo, si può prevedere come un lungo asperrimo cammino.