Procida: C’è un distacco siderale con gli adolescenti.
Martedì, 10 Novembre 2009
di Michele Romano
Certamente domenica 25 ottobre abbiamo partecipato ad un evento estremamente positivo per la democrazia del nostro paese cioè che circa tremilioni di italiani con il versamento di due euro si sono recati ai seggi per eleggere i nuovo segretario del partito democratico e la cui votazione ha espresso la figura di Pierluigi Bersani. Da questo punto di vista bisogna rilevare la controtendenza sulla partecipazione al voto della nostra isola a dimostrazione, purtroppo, e lo dico anche in senso autocritico, della forte opacità dell’attuale struttura locale del partito. Detto questo è cosa opportuna mettere in risalto che questo evento così importante non oscura per niente il profondo malessere che investe l’attuale momento politico come le vicende di Berlusconi, Marrazzo e di Castellamare di Stabia ci fanno ricordare.
Siamo tutti attraversati dalla debolezza che la politica d’oggi vive. E’ forte il rischio che la gente esprima forza: siete tutti uguali, tra voi non ci sono differenze. Pertanto dopo anni in cui molti si sono fatti incantare dal pensiero debole, dalla banalizzazione dei ruoli e delle carriere, è cosa necessaria tornare al valore morale della politica cioè ad un profilo più alto per non subire il degrado nella sua totalità. Infatti, se la politica non ha consenso partecipato perde autorevolezza, non riesce ad esprimere dignità, non possiede energia tale da indirizzare i processi anzi li subisce tanto da far aumentare le ingiustizie. In tal senso bisogna porre un freno al leaderismo eccessivo, alla proliferazione dei ruoli monocratici di chi arriva paracadutato all’improvviso senza riferimenti e riappropriandosi di un’ottima usanza della tanto deprecata “prima repubblica” cioè che un leader era espressione di una comunità che lo passava al vaglio.
Dopo questo volo pindarico vorrei condurre queste considerazioni sul nostro territorio dove, nella prossima primavera, ci saranno le elezioni comunali e a tutt’oggi si nota come quel malessere di cui si parlava pervade l’ambiente politico in cui, invece di cercare di costruire una chiara e significativa alternativa al modo di governare degli attuali amministratori basata sui principi forti della legalità, trasparenza e solidarietà, è invischiato invece in diatribe sterili e dannose impregnate di autoreferenzialità basate sul nulla, mentre esistono, per esempio, un distacco siderale tra le problematiche e il vissuto degli adolescenti, oramai considerati alla stregua di desaparecidos. Ecco un punto centrale da cui ripartire in senso profondo ed autentico per ridare autorevolezza all’impegno politico e alla speranza di costruire un futuro migliore.
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