La sentenza di Strasburgo e la laicità dello Stato
Giovedì, 5 Novembre 2009
” La sentenza della Corte Europea di Strasburgo che ha accolto il ricorso di una cittadina italiana a proposito dell’imposizione del crocifisso nelle aule delle scuole pubbliche, è una sentenza di grande importanza perché riafferma in modo argomentato il carattere laico e pluralista delle istituzioni europee e della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo sottoscritta anche dall’Italia.
Le reazioni scomposte e fuori contesto giuridico da parte del centrodestra, dimostrano una volta di più che esso è afflitto da una insopprimibile vocazione ad una politica muscolare incapace di discutere ragionevolmente le idee politiche sulla convivenza e di rafforzare la laicità delle istituzioni, la sola che, in quanto tale, è in grado di consentire la libertà di ciascuno nel rispetto reciproco e del dettato costituzionale.
Si può iniziare dal Presidente della Camera Fini, anche se, peraltro, egli critica una cosa che la sentenza non afferma, cioè la negazione del ruolo del Cristianesimo nella società Italiana ( e infatti la sentenza ha condannato non il Cristianesimo bensì la pretesa di imporre la presenza del crocifisso nelle aule in quanto capace di dare indirizzi confessionali anche a figli di famiglie che non desiderano siano dati tali indirizzi). Sono invece del tutto inaccettabili le reazioni dell’avvocato del governo presso al Corte Europea, e dei Ministri Gelmini e Calderoli .
Federazione dei Liberali
L’avvocato gioca sulle parole in modo indegno, dato che sa bene che l’art.7 nel Concordato oggi vigente non si riferisce ad una religione di Stato non più esistente bensì al criterio di reciproca indipendenza tra Stato e Chiesa, per cui un simbolo di una religione non può essere imposto alle strutture dello Stato. Quanto al Ministro Gelmini gioca incredibilmente sui concetti e cerca di asserire, in pura trance teocon, che la sentenza, dichiarando illegittima la
presenza obbligata del crocifisso, cancellerebbe un simbolo di italianità. Addirittura arriva a supporre che la Convenzione Europea dei Diritti sarebbe in contrasto con il dettato costituzionale italiano, mentre sa benissimo che da tempo la presenza obbligatoria del crocifisso è messa in dubbio proprio da sentenze di Corti italiane. Infine il ministro Calderoli usa un linguaggio barricadiero da sollevazione civile , anche se non suscita stupore perché lui è uso fare leggi importanti e poi definirle una porcata. I Ministri si occupino piuttosto di proporre le realistiche riforme indispensabili nei loro settori senza andare demagogicamente a caccia di applausi da parte della parte più conservatrice ed oscurantista della politica italiana.”
COMUNICATO STAMPA
Federazione dei Liberali
10 commenti a “La sentenza di Strasburgo e la laicità dello Stato”
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perché deve esistere così tanta ignoranza in questo mondo?
non vogliono il crocefisso? bene: noi non vogliamo loro!
non sanno cosa rappresenta? cominciamo a mandare a cagare tutti quelli che vengono a chiedere aiuto!! che vadano a farsi aiutare da quei quattro stronzi che hanno emesso una sentenza del genere! anzi: mettiamo il coprifuoco e iniziamo una rivolta contro tutti quelli che ci danno fastidio perchè non sono come noi.
Come dite? questo non si fa? e perché?? se non dobbiamo accettare il crocefisso non accettiamo neanche ciò che propone e rappresenta! quindi nessuna pietà per nessuno! rispetto per i più deboli? e perché? chi me lo dice? me lodiceva il crocifisso, ma adesso non bisogna più neanche esporlo!
per quale motivo la madre dei cretini deve semnpre essere incinta?perché????
Io sono un navigante, ed ogni volta che andiamo in un paese Mussulmano,
tutto quello che è alcolico (vino, aceto e birra compresi), soft-drink, salumi, vanno posti sotto chiave dichiarando le quantità alle autorità del paese ospitante che a sua volta, appone alla stanza il sigillo.
Praticamente, tutto il periodo di permanenza, noi dell’equipaggio non possiamo bere alcolici ne mangiare salumi.
Io mi incazzo quando persone con credo diverso dal nostro, vengono in Italia a dettare legge. E ci costruiamo anche le moschee a spese degli Italiani.
Giuro, non sono razzista, ma vorrei diventarlo.
Caro Fabri, nell’ignoranza di qst mondo, mi spiace ma ci fai parte proprio tu, e ne sono molto triste di questo. Non ho altre parole da dire.
X Tonio: tu stai parlando di rispettare le leggi di altri paesi, ed è giusto farlo. Quelli di cui parli tu, nn vengono da altri paesi a dettare leggi in Italia, ma si tratta di bambini italiani, che vanno alla scuola DELL’ OBBLIGO e per questo devono avere gli stessi diritti umani.
Ke tristezza davvero, ragazzi…….ke tristezza…..
Lepido, se adesso sei triste un giorno allora che farai quando ci cacceranno i nostri figli dalla scuola?
@Tonio “mi pare la stessa persona a parlare con due nomi diversi…in Post diversi” hihihi
Cacceranno i nostri figli da scuola? Chi? Per quale motivo? Ma in che mondo vivi? Non riesco neanche a capire che idea hai……non so…ma vivi in un videogioco? Non so…..Bah…… Sembri un bambino di 5anni che sputa frasi random, senza senso, perchè le ha sentite dire a chissà quale adulto, magari anche in contesti completamente differenti……..bah…..
Basito. :O
L’identità di un popolo si costruisce attorno a valori condivisi. Il crocifisso è , per noi, un VALORE indipendentemente dal fatto che ciascuno di noi abbia o meno il dono della Fede. La stessa Corte di Giustizia Europea, senza la storia di una cultura occidentale condivisa ( da giustiniano, all’Habeas corpus, etc,,,) NON ESISTEREBBE. Difatti non esiste nulla di simile in molte altre culture, per altri versi rispettabili. L’integrazione deve passare, in primis per il riconoscimento delle identità culturali che si confrontano, a partire da quella del paese ospitante, che non può e non deve autoANNULLARSI, in una sorta di nihilismo culturale ( caro ai tecnocrati di Strasburgo, dove domina un laicismo esasperato di vago sapore massonico) Il crocifisso è per noi, quindi, un grande simbolo della nostra storia e cultura, oltre che della nostra Fede.
…il sig. cultrera ha perfettamente ragione, infatti c’è un crocifisso alla parete anche sopra il lettone di putin!
Io non comprendo dove è il problema.
Io sono italiana, nata e cresciuta in Italia da genitori italiani, ho avuto un’educazione ”cattolica” dalla quale in Europa e in Italia soprattutto, è difficile ‘’sottrarsi” proprio per le radici della nostra cultura,ciò nonostante il mio percorso di crescita culturale mi ha portato a scoprirmi atea.
Per quale motivo un giorno trovandomi ad educare un figlio non dovrei potere scegliere una scuola laica, dove non sia contemplato l’insegnamento della religione cattolica e dove non vi siano esposti simboli religiosi di alcun tipo?
Per carità non è che sono posseduta dal demonio e il crocefisso mi faccia saltare dalla sedia, ma è ovvio che bisogna prendere in seria considerazione l’idea che la scuola, soprattutto se di stato, debba diventare più aperta alle esigenze di tutti.
Questo è un problema, insieme ad altri, che molti italiani laici sentono vivamente. E’ sbagliato farne una questione di razzismo contro chi vi sembra ospite nel vostro paese.
Perchè mai come in questo momento mi sento io ospite nel mio paese. E neanche molto desiderato.
P.S.
@Fabri:complimentoni l’idea delle ronde e del coprifuoco è assai illuminata, è evidente che sei attaccato al crocefisso ma il vangelo non lo conosci affatto.
In realzione a questo argomento qualche giorno fa un prete commentava così su repubblica:IL CROCEFISSO SI PORTA SULLE SPALLE NON SI APPENDE ALLE PARETI!
Ringrazio Graziella e tutti voi per i commenti che questo post sta suscitando in merito ad una questione di estrema attulità. Condivido molto l’ultima frase di un sacerdote su repubblcia citato da Graziella. Un pensiero molto vero. Come il Cristo che l’ha portata sulle spalle dovremmo fare anche noi, mettendoci al servizio dei crocefissi dalla storia che ogni giorno sono messi al margine dalla nostra società opulenta. Vi vorrei però invitare a leggere un post passato inosservato. Autore è Marco Travaglio dal Fatto Quotidiano in merito a tale argomento. E mi meraviglia che una testimonianza si cristrianità ed evenaglica debba venire da un giornalista come Marco Travaglio. eccovi il link http://procida.blogolandia.it/2009/11/06/ma-io-difendo-quella-croce/
Ve ne cito alcuni passaggi che mi hanno molto colpito e vi invito a dire la vostra.
“Dipendesse da me, il crocifisso resterebbe appeso nelle scuole.
E non per le penose ragioni accampate da politici e tromboni di destra. centro, sinistra e persino dal Vaticano. Anzi. se fosse per quelle, lo leverei anch’io. […]
“la Costituzione non dice un bel nulla sul crocifisso, che non è previsto da alcuna legge, ma solo dal regolamento ministeriale sugli “arredi scolastici”. Alla stregua di cattedre, banchi, lavagne, gessetti, cancellini e ramazze. Se dobbiamo difendere il crocifisso come “arredo”, tanto vale staccarlo subito.
[…] Gesù in croce non è nemmeno il simbolo di una “tradizione” (come Santa Klaus o la zucca di Halloween) o della presunta “civiltà ebraico-cristiana” (furbesco gingillo dei Pera, dei Ferrara e altri ateoclericali che poi non dicono una parola sulle leggi razziali contro i bambini rom e sui profughi respinti in alto mare). Gesù Cristo è un fatto storico e una persona reale, morta ammazzata dopo indicibili torture, pur potendosi agevolmente salvare con qualche parola ambigua, accomodante, politichese, paracula. È, da duemila anni, uno “scandalo” sia per chi crede alla resurrezione, sia per chi si ferma al dato storico della crocifissione. L’immagine vivente di libertà e umanità, di sofferenza e speranza, di resistenza inerme all’ingiustizia, ma soprattutto di laicità (”date a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio”) e gratuità (’Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno”). Gratuità: la parola più scandalosa per questi tempi dominati dagli interessi, dove tutto è in vendita e troppi sono all’asta. Gesù Cristo è riconosciuto non solo dai cristiani, ma anche dagli ebrei e dai musulmani, come un grande profeta. Infatti fu proprio l’ideologia più pagana della storia, il nazismo - l’ha ricordato Antonio Socci - a scatenare la guerra ai crocifissi. È significativo che oggi nessun politico né la Chiesa riescano a trovare le parole giuste per raccontarlo. Eppure basta prendere a prestito il lessico familiare di Natalia Ginzburg, ebrea e atea, che negli anni Ottanta scrisse: “Il crocifisso non genera nessuna discriminazione. Tace. È l’immagine della rivoluzione cristiana, che ha sparso per il mondo l’idea dell’uguaglianza fra gli uomini fino ad allora assente… Perché mai dovrebbero sentirsene offesi gli scolari ebrei? Cristo non era forse un ebreo e un perseguitato morto nel martirio come milioni di ebrei nei lager? Nessuno prima di lui aveva mai detto che gli uomini sono tutti uguali e fratelli. A me sembra un bene che i bambini, i ragazzi lo sappiano fin dai banchi di scuola”. Basterebbe raccontarlo a tanti ignorantissimi genitori, insegnanti, ragazzi: e nessuno - ateo, cristiano, islamico, ebreo, buddista che sia - si sentirebbe minimamente offeso dal crocifisso. Ma, all’uscita della sentenza europea, nessun uomo di Chiesa è riuscito a farlo. Forse la gerarchia è troppo occupata a fare spot per 18 per mille, a batter cassa per le scuole private e le esenzioni fiscali, a combattere Dan Brown e Halloween, e le manca il tempo per quell’uomo in croce. Anzi, le mancano proprio le parole. Oggi i peggiori nemici del crocifisso sono proprio i chierici e i clericali.
http://antefatto.ilcannocchiale.it