L’unità d’Italia fatta con il sacrificio della Chiesa
martedì, 22 settembre 2009
Essendo da sempre la Sicilia molto ricca di beni ecclesiastici, questi finirono nelle mire dei nuovi governanti piemontesi spinti dalle pressioni delle politiche anti-clericali che come è noto, accompagnarono tutto il Risorgimento. Vi fu chi vi si oppose al censimento ed alla vendita dei beni beni ecclesiastici, come il deputato D’Ondes-Reggio nella tornata del
parlamento torinese del 23 luglio 1862. Ma ci fu anche chi considerava
i beni della Chiesa come beni “nazionali” e quindi lo Stato aveva
diritto ad impossessarsene.
http://comitatosiciliano.blogspot.com/2009/09/lunita-ditalia-fatta-con-il-sacrificio.html
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