Si cerca di trovare vie di uscita nella “guerra del pesce” tra Ischia e Procida.
domenica, 13 settembre 2009
Sembra trovare uno sbocco “pacifico” il contenzioso apertosi tra l’amministrazione procidana e il sindaco d’Ischia Giosi Ferrandino, sfociato, come si ricorderà, in una serie di botta e risposta al fulmicotone attraverso le pagine del nostro giornale tra l’assessore alla pesca e trasporti del Comune di Procida, cap. Pasquale Sabia e il consigliere del consorzio Regno di Nettuno, rag. Luca Spignese, in merito all’Ordinanza n°230 dell’11 agosto 2009 firmata dal sindaco Ferrandino in cui si vieta ai pescatori procidani di vendere il proprio prodotto nelle aree individuate dal Comune di Ischia sul proprio territorio.
A tal proposito registriamo una nota, Prot 11316 del 3 sett. 2009, a firma dell’assessore Sabia, e del vice sindaco di Procida, Avv. Luigi Muro, inviata al sindaco Ferrandino, nella quale si cerca di smorzare i toni della controversia e : “In riferimento all’ordinanza di cui all’oggetto, fermo restante che il Comune di Procida ha deliberato la resistenza in giudizio avverso a tale atto, si chiede, anche al fine di ripristinare cordiali rapporti fra le Pubbliche Amministrazioni, di provvedere all’immediato annullamento dell’ordinanza stessa. Essa non trova fondamento nella situazione di fatto in essere ed è assolutamente discriminatoria nei confronti della Comunità Procidana.In attesa di un positivo riscontro augurandoci di poter revocare il contenzioso fra i due Comuni, inviamo distinti saluti.”
Da sottolineare che nel mentre anche la locale sezione del Partito Democratico, dopo un incontro avuto nei giorni scorsi con il dott. Nicola Pellecchia, responsabile dell’A.Di.Ri Pesca, interviene nella vicenda ed il coordinatore, dott. Giovanni Villani, ci fa sapere che “si stanno seguendo con attenzione i processi in corso nel settore pesca a Procida. In modo particolare si stanno considerando con una certa preoccupazione le richieste di demolizioni avanzate da diversi armatori di imbarcazioni da pesca. Per quanto ci riguarda – continua Villani -siamo a disposizione per sostenere nuovi investimenti ed iniziative di riconversione delle attività con la garanzia del nostro pieno sostegno presso le altre istituzioni competenti. A tale scopo si comunica che nei prossimi giorni una delegazione PD accompagnerà i rappresentanti dei pescatori nell’incontro che si terrà a Ischia con il Sindaco Ferrandino. In tale occasione si richiederà di modificare il recente provvedimento che impedisce la vendita del pescato procidano presso l’isola d’Ischia allo scopo di rimuovere un ostacolo al libero commercio e di rispettare le istanze della categoria.”
Notizia dell’ultima ora una nota del Sindaco Ferrandino inviata al Comune di Procida, a riscontro della prima missiva, nella quale si precisa che “è stato dato mandato agli uffici competenti di controdedurre in merito, al fine di porre rimedio al conflitto instauratori, nel rispetto di tutte le parti in causa.”
1 commento a “Si cerca di trovare vie di uscita nella “guerra del pesce” tra Ischia e Procida.”
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Colgo la preoccupazione del PD circa le richieste di demolizioni avanzate da diversi armatori di imbarcazioni da pesca e chiedo di saperne di più in merito, in altre parole con l’accettazione di queste richieste, cosa succederà? I pescatori spariranno? Per far cosa poi?
Intanto il PD dichiara che si impegnerà a sostenere presso le dovute istituzioni i necessari provvedimenti per gli investimenti finalizzati a concretizzare iniziative di …riconversione… e questo fa nascere spontanea un’altra domanda, … che significa riconversione? … Forse per convergere verso il cosiddetto … turismo pesca?
Personalmente credo sia prematuro addentrarsi in tale tipicità visto che di turismo in genere nella nostra isola non si è ancora concretizzato granché. Il PD farebbe bene quindi ad analizzare prima nel suo assieme se esistono consistenti possibilità che possano indirizzare l’isola verso un realistico sviluppo in tal senso, poiché considerato come è strutturata Procida, dalla pratica osservazione si rileva che la parola “turismo” per noi esprime ancora un concetto molto vago, infatti non ci è dato sapere se esiste realmente un indirizzo turistico sostenibile a cui si possa rivolgere una seria attenzione per ricavarne un collettivo benessere che si prolunghi per l’intero arco dell’anno o se si rimarrà ancorati a quello attuale dei pochi giorni estivi. Trovo quindi prematuro e sconveniente appoggiare certe iniziative, intanto nell’attesa che si veda di fatto il risultato di quelli che saranno gli opportuni progetti di sviluppo verso tale settore, sarebbe il caso di muoversi al contrario, ovvero cercare di scoraggiare gli armatori dal demolire, aiutandoli (per adesso) in ogni modo e porli in condizione di continuare con profitto e senza tanti problemi il loro mestiere di pescatori.